Battaglia di Abritus

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tigranes
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Battaglia di Abritus

Messaggio da tigranes » 14/06/2019, 8:18

Ritrovato in Bulgaria il sito della Battaglia di Abritus (251 dC), in cui perse la vita l'imperatore Traiano Decio.
Dagli scavi sono emerse monete, armi, armature e, soprattutto, paletti di tende che testimonierebbero la presenza dell'accampamento Romano :

http://archaeologyinbulgaria.com/2019/0 ... s-razgrad/

Majorian
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Re: Battaglia di Abritus

Messaggio da Majorian » 14/06/2019, 9:26

Grazie Tig,
molto interessante l'articolo e interessanti anche le ricostruzioni della fortezza.
In effetti, come riportato, una fortezza che però è stata espugnata più volte, ci sarebbe da approfondirne i motivi.
Valete omnes.
--
Majorian

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Caecilius Optatus
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Re: Battaglia di Abritus

Messaggio da Caecilius Optatus » 14/06/2019, 11:06

Argomento molto interessate, ottima notizia, grazie Tig ! ;) :)
Per quanto concerne la fortezza costantiniana, davvero ben conservata e pressoché sconosciuta, parrebbe proprio il caso di fare un giro in Bulgaria, visti i tesoretti nascosti che questa Nazione conserva. :mrgreen:
Relativamente alla battaglia di Abritus, l'argomento è affascinante quanto complesso, inclusa l'individuazione del sito.
Non è per fare il fenomeno, ma dalla metà del III secolo fino alla fine del IV, salvo qualche fase di respiro, la Tracia e la Moesia Superior sono state percorse da orde di cavalieri Goti, inseguiti dai, o che inseguivano i Romani chiamati a contrastarli.
Sono segnalate diverse battaglie, alcune note come appunto quella nei presso di Abritus, altre sconosciute o solo menzionate dalle fonti.
Se si considera che Nicopolis ad Istrum celebra una vittoria di Traiano di cent'anni anteriore contro Daci e Sarmati, il vero discrimen per riportare il materiale emerso dagli scavi ad un'epoca piuttosto che ad un'altra è la monetazione.
Ovvio che gli archeologi lo sanno bene e non hanno bisogno di sentirselo dire da me, per cui torno a rileggermi l'articolo per l'individuazione di monete risalenti a Decio.
La campagna del quale contro i Goti è stata particolarmente complessa, strategicamente vincente anche se l'ultimo tassello, la battaglia tattica, è stato disastroso : la morte di un imperatore in procinctu, se glorifica la persona del dominus-sovrano che si immola per la res publica, deve certamente avere creato un trauma psicologico, soprattutto nell'esercito.
Ora, il fatto che il sovrano sia morto combattendo - e con lui gli Equites singulares ed i pretoriani che gli facevano da milizia di scorta - non implica che l'esercito intero sia stato distrutto o annientato, come ripetono gli storici contemporanei quasi che fosse un mantra.
Per come la vedo io, diverse sono le battaglie della storia romana in cui il sovrano perisce o rimane gravemente ferito, morendo poco dopo in conseguenza delle predette ferite, ma l'esercito risulta vittorioso : la più eclatante è lo scontro di Maranga in Persia ai tempi di Giuliano Augusto.
il punto è che non necessariamente queste battaglie sono delle battaglie campali, del tipo di quelle di Alessandro contro i Persiani, ma spesso si tramutano in scontri continuati in cui più che annientare l'avversario si cerca di non perdere l'intero esercito, mantenendo il controllo del "campo" e costringendo il nemico a ripiegare.
Il che è quanto sarebbe dovuto accadere o è accaduto ad Abritus o nei suoi pressi, dove l'esercito romano si è scontrato con i Goti in fuga verso i loro territori di origine, essendo stato da Decio prudentemente suddiviso in due parti, una delle quali, comandata dal futuro Augusto Treboniano Gallo, doveva controllare un certo fianco e precludere ai Goti stessi la ulteriore fuga dopo la battaglia.
L'annientamento dei Goti, o la loro resa, pertanto, dovevano essere frutto di una strategia combinata di scontri, inseguimenti, chiusura delle vie di approvvigionamento, respingimento oltre il confine, in modo da decimare l'armata di invasione (o il gruppo di saccheggiatori), fino ad espellerlo, o anche a distruggerlo.
E' evidente che le dimensioni della forza di reazione romana sono importanti per capire se la strategia può essere vincente e decisiva, o se si limita solo all'espulsione degli invasori.
Dal momento che le fonti parlano di 70 mila Goti (numero imponente, spesso adoperato dagli storici antichi come indicativo di cifra esagerata anche se non realistica), è evidente che ci si è trovati di fronte ad un numero elevato di nemici, per combattere i quali è infatti sceso in campo l'Imperatore in persona, accompagnato da Equites singulares, coorti pretorie e di certo un distaccamento della mitica II Parthica di Albano.
Che l'esercito romano non sia stato travolto ed annientato, lo prova il fatto che dopo la battaglia il medesimo esercito acclama Augusto Treboniano Gallo, generale di Decio e che il nuovo Imperatore stipula un accordo con i Goti fuggitivi, consentendo loro di lasciare il territorio romano dietro versamento di un'indennità (e questo prova che la morte dell'Imperatore sia stata traumatica perché se lo scontro avesse avuto un esito diverso di certo i Goti non sarebbero rientrati in pace e non avrebbero avuto un'indennità, questo è chiaro).
Penso sia alquanto probabile che i resti scavati appartengano al campo romano - uno dei diversi - edificati durante la campagna di Decio, capire esattamente quale è più difficile.
Il che nulla toglie al fascino delle continue scoperte che il territorio un tempo imperiale ed oggi dell'Europa conta a riservare agli appassionati ed ai tecnici.
Valete :)

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Re: Battaglia di Abritus

Messaggio da tigranes » 14/06/2019, 11:27

Grazie Majo e Caec.

Posto il video del Museo di Abritus dove vengono mostrati i reperti del campo di battaglia, ...comprese le monete ;) (video in Bulgaro ma con sottotitoli in Ceckoslovacco ! :lol: ) :

https://www.youtube.com/watch?v=8VazY8aYldo

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Re: Battaglia di Abritus

Messaggio da Caecilius Optatus » 14/06/2019, 15:54

Grazie a te Tig.
Il video è molto interessante e la traduzione in inglese aiuta molto. :mrgreen:
Le monete d'argento e d'oro sono di Traiano Decio e sua moglie, per cui si tratta certamente di uno dei campi edificati dall'esercito imperiale durante la campagna del 250-251 d. C..
Gli oggetti con gli stampi delle legioni IIII Flavia Felix, VII Claudia ed XI Claudia attestano quantomeno dai sei ai settemila legionari a dir tanto.
Aggiungi altrettanti ausiliari, 1000 equites legionari e qualche migliaio di pretoriani ed ottieni un 16/18 mila soldati al massimo.
Ovviamente non penso che saranno stati tutti al seguito dell'Imperatore, talune distaccamenti si saranno stabiliti nelle città per difenderle, visto che queste ultime non avevano milizie professionali.
A Plovdiv (antica Philippopolis) ho visto due stele, una di un eques singularis (Ulpius Statius), l'altra di un milite della VI coorte pretoria (Iulius Gratus), della metà del III secolo, caduti probabilmente durante la difesa della città (non è indicato il luogo di rinvenimento a dire il vero).
Diciamo che al netto dei distaccamenti stanziati nelle città, l'esercito da campo avrà avuto un 10/12 mila uomini, il che comportava una saggia ed accorra politica di utilizzo delle risorse e delle riserve.
Purtroppo le fonti sono scarne (frammenti di Dexippo, storico ateniese della metà del III secolo; Historia Augusta e qualche cronaca bizantina di cui mi sfugge al momento l'autore), per cui vado a dare una "ripassata" poi ritorno con maggiori notizie.
Valete Tig et Majo :D ;)

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Re: Battaglia di Abritus

Messaggio da Publius Metilius » 18/06/2019, 16:56

Molto interessante l'argomento e i filmati postati da Tig, molto interessanti gli approfonditi commenti di Caec. Da parte mia una piccola riflessione da vecchio amante della numismatica. Nel video su Youtube che mostra l'interno di una delle stanze del museo di Abritus, l'allegrissimo Georgi ci mostra nella sua mano un paio di antoniniani, uno di Decio e uno di Herennia Etruscilla, e a un certo punto, per un secondo, le monete vengono girate e si intravedono i loro rovesci. Bene, quello della moneta di Decio è caratterizzato dalla presenza della figura di un Genio, reggente una patera con la mano destra e una cornucopia con la sinistra e con al suo fianco stante una insegna militare, e della legenda GENIUS EXERC(itus) ILLYRICIANI: è un soggetto coniato su pressoché tutti i tipi della produzione monetaria di Decio e dedicato all'entità sovrumana preposta agli eserciti stanziati nello scacchiere illirico, cui Decio doveva la sua elevazione al trono. Pubblico di seguito una chiara immagine dell'antoniniano:

Immagine

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