Novità bibliografiche

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Caecilius Optatus
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Re: Novità bibliografiche

Messaggio da Caecilius Optatus » 15/06/2020, 11:57

Praetoriani !
Interrompo un silenzio durato troppo tempo e mi auguro di trovarvi tutti bene, assieme a tutti i vostri.
Inutile commentare quanto è accaduto, lo hanno fatto e lo fanno troppi, troppe volte.

Aggiungo solo che a causa di queste vicissitudini siamo rimasti fermi, abbiamo dovuto annullare il III evento di Praetorium che era stato fissato a metà aprile ..., così come un giro archeologico per Mediolanum.

Organizzeremo l'uno e l'altro per settembre-ottobre prossimi, dandovi avviso per tempo mediante apposita notizia informativa.

Riprendendo questo avviato topic legato alle novità librarie, la recente riapertura delle librerie - auspicando che a breve riaprano a pieno regime musei, siti archeologici, monumenti tutti, per i quali noto purtroppo una tendenza (reazionaria) a mantenere un'illogica chiusura, illogica perchè priva di senso, se non quello di eliminare anni di benemerita tendenza alla fruibilità generale senza limiti di tempo - ha portato interessanti novità, di cui do una breve evidenza :

- La storia speciale, sottotitolo "Perchè non possiamo fare a meno degli antichi romani", di G. Traina, Ed. Laterza, volumetto semplice e godibile a 360° sulla storia e la civiltà di Roma, con qualche acuta annotazione (ad es., sullo stato della tecnologia) e qualche banalità cui si aggiunge una delle classiche pecche del nostro accademismo docente, l'autoreferenza provinciale. Ad ogni modo, una lettura simpatica per chi vuole approcciare il mondo romano senza doversi stancare troppo;
- Caracalla, una biografia militare, tradotto in italiano dalla LEG (l'autore mi sfugge, ma mi riprometto di approfondire l'argomento). Vindex ha creato un recente topic recensendo la biografia del medesimo Augusto, di Galimberti, edita da Salerno Editrice. Questa è di un'autrice straniera, avente ad oggetto, come pare dal titolo, la connotazione militare del figlio primogenito di Settimio Severo. Vi farò sapere.

A presto, valete quam optime :) :) ;) :D

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Re: Novità bibliografiche

Messaggio da Vindex » 21/06/2020, 0:28

Benritrovati Pretoriani!

Vai a capire perché anche il nostro sito pare abbia voluto rispettare il lock down …

Comunque, l'autore della biografia militare di Caracalla tempestivamente segnalata da Caecilius è Ilkka Syvanne, uno studioso finlandese che per l'editore britannico Pen & Sword ha già pubblicato nel 2019 una biografia di Gallieno (The reign of Emperor Gallienus - the apogee of roman cavalry), che mi risulta inedita in Italia; uscirà invece tra pochi giorni, sempre edita da Pen & Sword, la biografia militare di Aureliano e Probo (Aurelian and Probus - the soldier emperors who saved Rome).

Il volume su a Caracalla è del 2017: di questo passo, e sempre che l'editore LEG continui a dedicarcisi, le biografie di Gallieno e Aureliano/Probo da noi le vedremo tra tre o quattro anni.

Syvanne è inoltre autore di un'opera in sette volumi sulla storia militare del tardo impero dal 284 al 641 d.C. (Military History of Late Rome), alcuni dei quali già editi, altri di prossima pubblicazione, sempre per i tipi di Pen & Sword.

Valete
"Per alcuni versi, si tratta di un mondo come il nostro, con i suoi rapidi cambiamenti ed il senso di trovarsi fuori posto che ad essi si accompagna."
(A. Cameron - Il tardo impero romano)

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Re: Novità bibliografiche

Messaggio da Caecilius Optatus » 21/07/2020, 16:38

Riprendo l'argomento del libro di Syvanne su Caracalla, per svolgere alcune considerazioni sparse.
Sto provando l'ebbrezza di leggere assieme sia questo testo, che dovrebbe avere una connotazione più militare, sia la biografia di Galimberti sull'Imperatore edita per Salerno editore, più classica ed orientata all'analisi degli aspetti storici, politici ed economici del regno del figlio di Settimio Severo.
Il risultato è interessante, nel senso che il testo di Syvanne integra e colma le lacune di Galimberti, specie nell'aspetto prettamente tattico e strategico delle campagne (sia quella di Severo in Britannia, sia quelle del figlio in Germania, Danubio ed Oriente), sottoponendo a verifica critica le fonti, specie Dione, tradizionalmente molto ostili all'Augusto e così tendenziose da alterare la verità storica.
In realtà la premessa di Syvanne è condivisibile : uno storico deve essere revisionista (io aggiungo : non negazionista) e sottoporre a critica anche i mostri sacri della storiografia, specie quando la loro versione appare manifestamente infondata.
Caracalla è sotto tale profilo uno degli imperatori più esecrati, per ragioni disparate; è degno di nota e torna ad onore dell'autore della biografia edita per Salerno il fatto che anche in quel testo molte delle accuse mosse al figlio di Severo siano spazzate via (ad esempio quella di avere volutamente assassinato il fratello, fatto che entrambi gli storici approfondiscono in maniera diligente).
Sempre per supportare Syvanne, la sua analisi della campagna britannica di Severo e Caracalla è - per quanto mi consta - la prima che approfondisce realmente l'aspetto tattico dell'invasione ed i risultati positivi che essa ha avuto, andando contro la vulgata tanto cara agli storici anglosassoni (per ragioni unicamente campanilistiche) di un'invasione nella quale i Romani vagavano "sperduti nella nebbia".
Il fatto che non vi siano state battaglie degne di nota ma solo scaramucce o scontri di piccola intensità si spiega con il timore dei Caledoni e Meati di affrontare in campo aperto le legioni, come risaputo; ciò non toglie che la campagna abbia avuto uno scopo di deterrente terroristica nei confronti dei popoli che avevano iniziato ad assaltare il Vallo di Antonino, o quello di Adriano con velleità di saccheggio e guerriglia.
Al posto di battaglie campali, vi saranno stati massacri di villaggi, saccheggi, cattura di prigionieri, in quel modo spietato con cui i Romani trattavano i confinanti quando osavano invadere il territorio dell'Imperium, efficacemente illustrato nella Colonna Antonina.
Veniamo alle dolenti note : la traduzione è ai limiti dell'indecenza, il traduttore italiano (non si sa se per distrazione, negligenza, o semplicemente disinteresse) commette errori cui non si pensava di assistere.
Tradurre "centuries", ovvero uno dei termini plurali inglesi per indicare le centurie di coorte (l'altro è il termine latino vero e proprio, facilmente intuibile) con "centinaia" è insopportabile, da portare alla chiusura del libro senza se e senza ma.
Altrettanto si dica per "clerks", impiegati, con "clericali", giusto per fare qualche esempio.
Ma il massimo si raggiunge nell'utilizzo dei termini latini : qui si assiste a meraviglie tipo "Praefectus Pretoriani", "Thermae Antoniniana", il plurale di donativum indicato quale vocabolo femminile "la" donativa e via di questo genere.
Davvero un peccato per un testo che vuole essere serio e per certi versi lo è.
Vindex ha informato nell'intervento precedente che Syvanne è l'autore di un'opera sull'opera militare del tardo impero, circostanza questa che lo storico nel libro non perde tempo a ricordare ad ogni piè sospinto : a parte digressioni o riferimenti ad aspetti militari che trovano collocazione più nel tardo IV o V secolo che agli inizi del III, quando il Nostro Augusto vive, stupisce il continuo richiamare i Frumentarii ed i Peregrini quali due organismi distinti, laddove è abbastanza assodato in storiografia che i primi fossero ospitati nell'accampamento intitolato ai secondi, i Castra Peregrina, che però non hanno formato un reparto militare vero e proprio, autonomo.
Solo la passione per un Augusto davvero esecrato dalla Storia può consentire di tollerare le prime 80 pagine del testo, dedicate all'analisi militare delle legioni romane nel III secolo, applicando schemi appunto del IV o V secolo (il centenarius al posto del centurio è un esempio tanto eloquente quanto insopportabile); si perdona il Syvanne per la reale passione per Caracalla e per il desiderio di mondarlo di tutte le accuse che un Senato per diversi motivi ostile - di cui Dione è il miglior e più autorevole rappresentante, sia pure di lingua greca - gli ha mosso.
Il che è a mio avviso un merito, dal momento che, come lo storico finlandese, sono mosso dall'esigenza di sgomberare il campo da tutte le menzogne infamanti addebitate a Caracalla, che nel corso dei secoli si sono via via stratificate fino a dipingerlo come un crudele mostro.
Ma ciò non è vero, come anche Galimberti - altro libro del quale consiglio la lettura - sottolinea.
Valete.

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